Giosuè capitolo 20: 1-9
Poi il Signore disse a Giosuè:
« Parla agli Israeliti e dì loro: Stabilitevi le città di rifugio, delle quali vi ho parlato per mezzo di Mosè, perché l'omicida che avrà ucciso qualcuno per errore o per inavvertenza, vi si possa rifugiare; vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue.
L'omicida fuggirà in una di quelle città e, fermatosi all'ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città; questi lo accoglieranno presso di loro dentro la città, gli assegneranno una dimora ed egli si stabilirà in mezzo a loro.
Se il vendicatore del sangue lo inseguirà, essi non gli daranno nelle mani l'omicida, perché ha ucciso il prossimo senza averne l'intenzione, senza averlo prima odiato.
L'omicida rimarrà in quella città finché, alla morte del sommo sacerdote, che sarà in funzione in quei giorni, comparirà in giudizio davanti all'assemblea. Allora l'omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa, nella città da dove era fuggito ».
Consacrarono dunque Kades in Galilea sulle montagne di Nèftali, Sichem sulle montagne di Efraim e Kiriat-Arba, cioè Ebron sulle montagne di Giuda.
Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Bezer della tribù di Ruben, nel deserto, sull'altipiano; Ramot in Gàlaad nella tribù di Gad e Golan in Basan, nella tribù di Manàsse.
Queste furono le città stabilite per tutti gli Israeliti e per lo straniero che abita in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso qualcuno per inavvertenza, potesse rifugiarsi e non morisse per mano del vendicatore del sangue, prima d'essere comparso davanti all'assemblea.
Le sei Città Rifugio di Israele
Leggendo la Bibbia - questo incredibile e meraviglioso Libro ricco di ogni insegnamento e storia - ci accorgeremo che Dio ha davvero pensato a tutto, cercando compatibilmente con quello che erano i tempi storici e la volontà e personalità delgli uomini, di non lasciare nulla al caso. Ci spieghiamo meglio, in questo passo che avete appena letto, si racconta di sei città, in Israele, tra le 48 stabilite, costituite ad utilizzo esclusivo dei rifugiati per delitti involontari, quelli che chiameremo oggi, omicidio colposo. Non trovate sia incredibile?
Il Signore che conosceva le nostre vite e la fallibilità degli eventi umani, aveva addirittura previsto dei luoghi di rifugio per quegli uomini che pur avendo commesso un delitto non se ne erano però macchiati volontariamente, ma egualmente avrebbero potuto ricevere la "giusta" vendetta di un parente prossimo, altresì detto il "vendicatore del sangue", per quanto accaduto.
Dio aveva dunque pensato preventivamente a difendere colui che aveva sbagliato senza volerlo macchiandosi di un grave delitto. Non possiamo non vedere in questo la misericordia e l'amore di Dio verso il Suo popolo che non voleva lasciare l'uomo senza una via di scampo per un errore - seppur gravissimo - ma non voluto.
Queste città, come abbiamo detto, erano sei, tutte poste sulle alture e ben visibili, poste le une accanto alle altre e raggiungibili in un giorno di cammino a piedi da tutto il territorio. I loro nomi come vedrete, hanno tutti un significato importante e profondo, a dimostrazione, se fosse possibile, ancora una volta che il Signore aveva già preordinato ogni cosa per il bene dei figli del suo popolo...come del resto sempre accade nel corso della nostra vita.
Queste le citta:
1) Kades
2) Sichem
3) Ebron
4) Bezer
5) Ramot
6) Golan
- Il significato della prima città è SANTO, il primo attributo di Dio. Un rifugio presso il Santo dunque, dove trovare accoglienza e ospitalità.
- La seconda città significa SPALLA. Vale a dire l'appoggio, il sostegno, la sicurezza di un asilo. Ma anche spalla come il dorso di Gesù che ha caricato su di sè tutti i nostri errori e i nostri peccati...
- Il terzo nome significa COMUNIONE. Il riferimento è chiaro. Il rifugiato avrebbe trovato in quel luogo comunanza, cordialità....
- La quarta città significa FORTEZZA. Un luogo in cui sentirsi al sicuro perchè certi di poter essere riparati dalla vendetta dell'uomo.
- Il quinto nome significa ALTO. Posto in alto, difficile da raggiungere, ma anche più vicino al Cielo.
- Il significato della sesta città invece è GIOIA. Esultanza, pace, riposo, laddove si è sicuri ci sarà una quiete preparata dal Signore.
Il rifugiato avrebbe però dovuto restare in quella città sino alla morte del Sommo Sacerdote in carica in quel luogo, giunto quell'evento avrebbe potuto, se voleva, fare ritorno alla sua città originaria...una sorta di arresti domiciliari odierni.
Alle città in questione, il nostro Pastore Biagio, ne ha aggiunta un'altra, senza nulla togliere al valore della Parola di Dio, vale a dire la Gerusalemme celeste la quale possiede tutte le qualità elencate nelle altre città ed anche di più, e dalla quale nessuno dovrà poi tornare perchè restaerà con Gesù, la sua patria per l'Eternità.
Amen, Alleluja
Dio ci benedica!
"Io sono con voi fino alla fine dei tempi". Vivere Gesù giorno dopo giorno. Esperienze di vita e fede quotidiana, spunti di riflessione, comprensione della Parola, attività, storie, immagini... il cristianesimo vivo di una comunità pentecostale alle soglie dell'adempimento delle profezie bibliche.
Il Leone della Tribù di Giuda
Apocalisse 1:7 Ecco, egli viene con le nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen. Apocalisse 1:8 Io son l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l’Onnipotente...... Maranathà, Gesù viene...
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venerdì 2 settembre 2011
Le Città Rifugio di Israele - Giovedì 1 settembre 2011
venerdì 17 giugno 2011
"Io ti conosco personalmente..." (Culto di domenica 12 giugno)
Esodo 33: 12-18
Poi Mosè disse all'Eterno: «Vedi, tu mi dici: "Fa'salire questo popolo". Ma tu non mi hai fatto sapere chi manderai con me. Eppure hai detto: "Io ti conosco personalmente e hai pure trovato grazia ai miei occhi".
Perciò ora, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, deh, fammi conoscere le tue vie, perché ti conosca e possa trovare grazia ai tuoi occhi. Considera inoltre che questa nazione è tuo popolo».
L'Eterno rispose: «La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo».
Mosè allora gli disse: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui.
Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra». L'Eterno disse a Mosè: «Farò anche questa cosa che hai chiesto, poiché tu hai trovato grazia ai miei occhi e ti conosco personalmente».
Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua gloria!».
"IO TI CONOSCO PERSONALMENTE"
Il passo scelto dal pastore Biagio Marigliano per la predicazione questa volta è tratto dal libro dell' Esodo, (dall'ebraico שמות shemòt, "nomi", dall'incipit; greco Έξοδος èxodos, "uscita", latino Exodus) secondo libro dellaTorah ebraica e della Bibbia cristiana.
Nel passo descritto Mosè , ancora una volta, intercede per il suo popolo, Israele, un popolo come defintio da Dio stesso, dal collo duro e che non sempre è propenso a seguire i dettami del Signore. Ma Mosè è caro all'Eterno, Egli lo ascolta e come sta scritto, gli parla faccia a faccia, ma ancor più belle sono le parole stesse del Signore quando gli dice: "Io ti conosco personalmente". Che meraviglia sapere che Dio sa tutto di noi e ancor più non ci confonde gli uni con gli altri a ci conosce uno ad uno, personalmente, attraverso quel meraviglioso mistero d'onnipotenza e onniscienza che è solo Suo. Anche Mosè però, deve intraprendere un viaggio, mettersi in cammino, ma, certo del proprio rapporto con Dio e fiducioso nelle Sue risposte, non osa prendere decisioni improvvise e impulsive, ma chiede al Signore cosa fare e se può farlo.
Prima di fare una scelta, così noi, consultiamo il nostro Dio, quanti matrimoni sbagliati, lavori sbagliati, partenze improvvise che non hanno portato frutto. Allo stesso modo non prendiamo un impegno se non siamo sicuri che Dio sia con noi... Noi siamo il Suo popolo, abbiamo con Lui un rapporto privilegiato e unico e possiamo permetterci di chiedergli una guida sicura. Il popolo di Dio infatti è uno solo, si distingue da tutti gli altri popoli della faccia della terra, ma per essere popolo, per far parte di questa razza divina dobbiamo essere integri, sforzarci di camminare nelle vie divine. Un figlio di Dio ha qualcosa in sè di speciale, qualcosa che anche se non parla testimonia per lui, è la presenza di Dio in noi attraverso lo Spirito Santo. Si vede dal contenuto di quanto dice, da come lo dice, addirittura da come cammina, come testimonia l'episodio della Scrittura in cui la donna Shunamita riconosce in Eliseo un uomo di Dio dal solo vederlo camminare...
La nostra testimonianza ci precede e dice di noi chi siamo. Certo il cambiamento da quelllo che eravamo, figli del mondo, a figli di Dio si vede nel tempo, nel tempo e nella perseveranza. E quando viviamo con Lui, la Sua presenza ci provvede anche un riposo, una quiete che ci mette al riparo da tutti i travagli terribili e faticosi della vita: "venite a me voi tutti che siete travagliati ed io vi darò riposo", allo stesso modo in questo passo al verso 14 è scritto: "L'Eterno rispose: «La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo».
Che meraviglia il riposo dell'Eterno, tutto intorno a te è lo stesso, ma tu lo guardi con altri occhi e non ti tange...La nostra mente è un continuo bombardamento di pensieri, molti di questi arrivano dal nemico delle nostre anime, anzi è forse l'attacco più forte quello perpetrato contro la nostra mente, è allora che si deve cercare immediatamente la faccia di Dio.
Come si fa a cercare la faccia di Dio?
Innanzitutto decidendo di correre a Lui, in preghiera, in chiesa, nella lettura della Parola, nella supplica, e questo va fatto subito, poi con l'insistenza, senza stancarsi, perchè purtroppo le cose non cambiano immediatamente, ma se insistiamo con la certezza che Dio opererà e DIO PER CERTO OPERERA', allora vedremo davvero i risultati ti libererà dal problema, ti sentirai liberato e purificato e come più che spesso usiamo dire noi cristiani, vedremo la Sua gloria!
Che cos'è l'insistenza? L'insistenza è il combattimento del credente!
Combattiamo nella preghiera, nelle richieste, nell'intercessione, senza scoraggiarci se non vediamo il risultato subito, ma sapendo con assoluta certezza che Egli VUOLE darci vittoria, VUOLE intervenire e INTERVIENE! Così come Mosè intercedeva per il popolo ben sapendo che la volontà di Dio era quella di salvare quella nazione, di farla vittoriosa, nonostante i ritardi a cui Israele costringeva il Signore con le sue mancanze e ribellioni.
Se restiamo ancorati al passato, ai perchè, ai come mai, non otterremo nulla, l'unica possibilità è guardare al presente e a quello Dio può fare per noi oggi, non ieri...La porta della grazia è ancora aperta finchè abbiamo con noi lo Spirito Santo e finchè il Signore non ritornerà, approfittiamone fino a quando possiamo.
Dunque in definitiva questo passo dell'Esodo ci insegna e ci rammenta di essere diversi, di non agire senza prima aver consultato il consiglio di Dio e di testimoniare la vita di Cristo in noi: se ci vergogneremo dell'Evangelo anche Gesù si vergognerà di noi.
E' scritto nella Parola che un giorno tutti compariremo davanti al Re e tutti piegheremo le nostre ginocchia davanti al Padre e dunque renderemo conto della testimonianza che abbiamo condotto in mezzo al mondo: non siate facili alle provocazioni, nè facili nell'aprire la bocca, piuttosto proclamiamo invece con facilità il nome di Gesù che è potente e può ogni cosa.
IO ti conosco Personalmente..
IO ti conosco Personalmente..
Mosè conclude dicendo: Fammi vedere la Tua gloria...il Signore ci conosce personalmente come abbiamo detto, conosce ogni piaga e piega del nostro cuore e per questo quando si mostra a noi ci offre in dono un privilegio, ma ciò comporta che noi dobbiamo appartarci con Lui perchè la Sua presenza è concessa solo a chi LO cerca!!!
Alleluja, Dio vi benedica
giovedì 26 maggio 2011
Sulla strada del ritorno, le benedizioni di Dio!
Culto del Giovedì.
Predicazione di Antonio Chirico
Salmo 126
1 Canto dei pellegrinaggi. Quando il SIGNORE fece tornare i reduci di Sion, ci sembrava di sognare.
2 Allora la nostra bocca fu piena di sorrisi, e la nostra lingua di canti d’allegrezza. Allora fu detto fra le nazioni: L’Eterno ha fatto cose grandi per loro.
3 L’Eterno ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia.
4 O Eterno, fa’ tornare i nostri che sono in cattività, come tornano i rivi nella terra del Mezzodì.
5 Quelli che seminano con lagrime, mieteranno con canti di gioia.
6 Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.
La Parola di questa sera si è soffermata in particolare sul tornare al Signore, confermando anche il messaggio profetico pronunciato nel corso dell'adorazione che diceva: "Figlia non temere, ti ho scelta, chiamata per nome, non deviare nè a destra e nè a sinistra, vai avanti sulla strada che ho preparato per te. Torna a me, torna al mio amore, figlia ti sto avvisando, non deviare dalla tua strada, guarda dritto davanti a te e torna al mio amore".
Allo stesso la predicazione del Diacono anziano Antonio, prendendo spunto dalla lettura del Salmo 126, sottolineava quane benedizioni ci siano sulla strada del ritorno. Il Signore, come col figliuol prodigo, non terrà conto se ci siamo fermati o se siamo caduti, Egli guarderà invece un ritorno sincero verso il Suo amore e la Sua volontà.
Nelle difficoltà mai dobbiamo dimenticare le cose grandi che Egli ha fatto per noi, prima fra tutte la Salvezza a certo non è un gioco nè cosa da poco. Non sottovalutiamo questo dono meraviglioso, a volte sembriamo dimenticarcene ed allora è il momento di tornare al Signore. Nei periodi di cattività, come accadeva ad Israele, è il momento di riflettere e rivalutare la nostra chiamata, il nostro dono, ripensare a ciò che Dio vuole da noi.
Israele veniva abbandonata alla deportazione e dunque alla catività a causa del suo "collo duro", delle sue ribellioni, era essa stessa che abbandonava il Padre e dopo non poteva far altro che sopportarne le amare conseguenze. Ma nel corso della cattività ecco che avvenivano i risvegli dei cuoi, e molti tornavano al Padre con lacrime di gioia per l'amore ritrovato.
Benedetto sia colui che si rimette din discussione, che riguarda i suoi passi e rivede la propria condotta davanti a Dio, pur di riconquistare quel posto di approvazione dinanzi alla presenza del nosro Signore Gesù e ricominciare a godere della Sua pace e del Suo riposo.
Dio vi benedica!
Predicazione di Antonio Chirico
Salmo 126
1 Canto dei pellegrinaggi. Quando il SIGNORE fece tornare i reduci di Sion, ci sembrava di sognare.
2 Allora la nostra bocca fu piena di sorrisi, e la nostra lingua di canti d’allegrezza. Allora fu detto fra le nazioni: L’Eterno ha fatto cose grandi per loro.
3 L’Eterno ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia.
4 O Eterno, fa’ tornare i nostri che sono in cattività, come tornano i rivi nella terra del Mezzodì.
5 Quelli che seminano con lagrime, mieteranno con canti di gioia.
6 Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.
La Parola di questa sera si è soffermata in particolare sul tornare al Signore, confermando anche il messaggio profetico pronunciato nel corso dell'adorazione che diceva: "Figlia non temere, ti ho scelta, chiamata per nome, non deviare nè a destra e nè a sinistra, vai avanti sulla strada che ho preparato per te. Torna a me, torna al mio amore, figlia ti sto avvisando, non deviare dalla tua strada, guarda dritto davanti a te e torna al mio amore".
Allo stesso la predicazione del Diacono anziano Antonio, prendendo spunto dalla lettura del Salmo 126, sottolineava quane benedizioni ci siano sulla strada del ritorno. Il Signore, come col figliuol prodigo, non terrà conto se ci siamo fermati o se siamo caduti, Egli guarderà invece un ritorno sincero verso il Suo amore e la Sua volontà.
Nelle difficoltà mai dobbiamo dimenticare le cose grandi che Egli ha fatto per noi, prima fra tutte la Salvezza a certo non è un gioco nè cosa da poco. Non sottovalutiamo questo dono meraviglioso, a volte sembriamo dimenticarcene ed allora è il momento di tornare al Signore. Nei periodi di cattività, come accadeva ad Israele, è il momento di riflettere e rivalutare la nostra chiamata, il nostro dono, ripensare a ciò che Dio vuole da noi.
Israele veniva abbandonata alla deportazione e dunque alla catività a causa del suo "collo duro", delle sue ribellioni, era essa stessa che abbandonava il Padre e dopo non poteva far altro che sopportarne le amare conseguenze. Ma nel corso della cattività ecco che avvenivano i risvegli dei cuoi, e molti tornavano al Padre con lacrime di gioia per l'amore ritrovato.
Benedetto sia colui che si rimette din discussione, che riguarda i suoi passi e rivede la propria condotta davanti a Dio, pur di riconquistare quel posto di approvazione dinanzi alla presenza del nosro Signore Gesù e ricominciare a godere della Sua pace e del Suo riposo.
Dio vi benedica!
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martedì 3 maggio 2011
SOLO SII FORTE E CORAGGIOSO...
Per il cristiano che vive il cammino di fede, non c'è alternativa al fare la volontà di Dio. Un percorso che il Signore ci comanda non senza la consapevolezza che per noi non è sempre facile, anzi, il più delle volte è difficile. Ma Egli, il solo a conoscere realmente il nostro cuore, conosce anche le nostre possibilità e ci promette di combattere Egli stesso per noi, al nostro fianco, addirittura al posto nostro.... Un COMANDAMENTO però ce lo impone, e lo fa sempre per amore, per forgiare la nostra personalità e la nostra fede: SOLO SII FORTE E CORAGGIOSO!!!
Il coraggio deve essere il nostro, tutto il resto lo farà Gesù!! E' la volontà a mettere il nostro coraggio in quello che facciamo che dice a Gesù quanta fiducia abbiamo in Lui...
E noi sappiamo che un credente è l'unico che non vive per le circostanze che la vita gli impone, ma per la fede che ha ne proprio cuore ( e se di più ne desidera può chiederla all'Eterno nel nome di Gesù).
In Isaia capitolo 30, versetto 15 Dio ci dice così: "Poiché così aveva detto il Signore, DIO, il Santo d'Israele: «Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza".
Certo scritto così sembra facile e sappiamo che non lo è, ma lo diventa se ci alleniamo alla fiducia e questo allenamento avviene solo attraverso la Parola di Dio che produce in noi cambiamenti in tutto, cambiamenti di linguaggio, cambiamenti di mentalità, cambiamenti di sensibilità, cambiamenti di carattere, sottomissione alle autorità per l'accrescimento del senso di rispetto, affinamento della personalità che tenderà verso l'amore e....in sintesi verso il CORAGGIO DELL'AMORE.
Chiunque sta aspettando - sulla Parola di Dio - l'adempimento delle promesse abbia coraggio nell'attesa perchè per certo le promesse di Dio si adempiono, E' SCRITTO NELLA SUA PAROLA!!!
Il Pastore Biagio Marigliano ha predicato così dopo aver letto il brano di GIOSUE' capitolo 1, tutto...leggiamolo insieme:
"Dopo la morte di Mosè, servo dell'Eterno, avvenne che l'Eterno parlò a Giosuè, figlio di Nun, ministro di Mosè, egli disse:
2 "Mosè, mio servo, è morto; or dunque alzati, passa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io do loro, ai figli d'Israele.
3 Io vi ho dato ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, come ho detto a Mosè.
4 Il tuo territorio si estenderà dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei fino al Mar Grande, a ovest.
5 Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò.
6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare loro.
7 Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto; non deviare da essa né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai.
8 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.
9 Non te l'ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l'Eterno, il tuo DIO, è con te dovunque tu vada"
10 Allora Giosuè comandò agli ufficiali del popolo, dicendo:
11 "Passate in mezzo all'accampamento e date quest'ordine al popolo, dicendo: Fatevi delle provviste di viveri, perché entro tre giorni passerete questo Giordano per andare ad occupare il paese che l'Eterno, il vostro DIO, vi dà in eredità".
12 Giosuè parlò pure ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse, e disse loro:
13 "Ricordatevi della parola che Mosè, servo dell'Eterno, vi comandò quando vi disse: "L'Eterno, il vostro DIO, vi ha concesso riposo e vi ha dato questo paese.
14 Le vostre mogli, i vostri piccoli e il vostro bestiame rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi, tutti i vostri guerrieri valorosi passerete armati davanti ai vostri fratelli, e li aiuterete,
15 finché l'Eterno avrà dato riposo ai vostri fratelli come a voi, e avranno anch'essi preso possesso del paese che l'Eterno, il vostro DIO, dà loro. Allora potrete ritornare ad occupare il paese che vi appartiene, e che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato di qua dal Giordano verso est"".
16 Essi allora risposero a Giosuè, dicendo: "Noi Faremo tutto quello che ci comandi e andremo dovunque ci manderai.
17 Come abbiamo ubbidito in ogni cosa a Mosè, così ubbidiremo a te. Soltanto sia con te l'Eterno, il tuo DIO, come è stato con Mosè!
18 Chiunque si ribella ai tuoi ordini e non ubbidisce alle tue parole in tutto ciò che gli comandi, sarà messo a morte. Solo sii forte e coraggioso!".
SIAMO FORTI E CORAGGIOSI PERCHE' L'ETERNO NON MANCHERA' DI COMBATTERE PER NOI...E QUESTA E' UN'ALTRA PROMESSA CHE TROVIAMO NELLA SUA PAROLA:
Isaia 54: 17
"Nessun'arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la loro giustizia viene da me", dice l'Eterno".
Il coraggio deve essere il nostro, tutto il resto lo farà Gesù!! E' la volontà a mettere il nostro coraggio in quello che facciamo che dice a Gesù quanta fiducia abbiamo in Lui...
E noi sappiamo che un credente è l'unico che non vive per le circostanze che la vita gli impone, ma per la fede che ha ne proprio cuore ( e se di più ne desidera può chiederla all'Eterno nel nome di Gesù).
In Isaia capitolo 30, versetto 15 Dio ci dice così: "Poiché così aveva detto il Signore, DIO, il Santo d'Israele: «Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza".
Certo scritto così sembra facile e sappiamo che non lo è, ma lo diventa se ci alleniamo alla fiducia e questo allenamento avviene solo attraverso la Parola di Dio che produce in noi cambiamenti in tutto, cambiamenti di linguaggio, cambiamenti di mentalità, cambiamenti di sensibilità, cambiamenti di carattere, sottomissione alle autorità per l'accrescimento del senso di rispetto, affinamento della personalità che tenderà verso l'amore e....in sintesi verso il CORAGGIO DELL'AMORE.
Chiunque sta aspettando - sulla Parola di Dio - l'adempimento delle promesse abbia coraggio nell'attesa perchè per certo le promesse di Dio si adempiono, E' SCRITTO NELLA SUA PAROLA!!!
Il Pastore Biagio Marigliano ha predicato così dopo aver letto il brano di GIOSUE' capitolo 1, tutto...leggiamolo insieme:
"Dopo la morte di Mosè, servo dell'Eterno, avvenne che l'Eterno parlò a Giosuè, figlio di Nun, ministro di Mosè, egli disse:
2 "Mosè, mio servo, è morto; or dunque alzati, passa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io do loro, ai figli d'Israele.
3 Io vi ho dato ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, come ho detto a Mosè.
4 Il tuo territorio si estenderà dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei fino al Mar Grande, a ovest.
5 Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò.
6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare loro.
7 Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto; non deviare da essa né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai.
8 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.
9 Non te l'ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l'Eterno, il tuo DIO, è con te dovunque tu vada"
10 Allora Giosuè comandò agli ufficiali del popolo, dicendo:
11 "Passate in mezzo all'accampamento e date quest'ordine al popolo, dicendo: Fatevi delle provviste di viveri, perché entro tre giorni passerete questo Giordano per andare ad occupare il paese che l'Eterno, il vostro DIO, vi dà in eredità".
12 Giosuè parlò pure ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse, e disse loro:
13 "Ricordatevi della parola che Mosè, servo dell'Eterno, vi comandò quando vi disse: "L'Eterno, il vostro DIO, vi ha concesso riposo e vi ha dato questo paese.
14 Le vostre mogli, i vostri piccoli e il vostro bestiame rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi, tutti i vostri guerrieri valorosi passerete armati davanti ai vostri fratelli, e li aiuterete,
15 finché l'Eterno avrà dato riposo ai vostri fratelli come a voi, e avranno anch'essi preso possesso del paese che l'Eterno, il vostro DIO, dà loro. Allora potrete ritornare ad occupare il paese che vi appartiene, e che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato di qua dal Giordano verso est"".
16 Essi allora risposero a Giosuè, dicendo: "Noi Faremo tutto quello che ci comandi e andremo dovunque ci manderai.
17 Come abbiamo ubbidito in ogni cosa a Mosè, così ubbidiremo a te. Soltanto sia con te l'Eterno, il tuo DIO, come è stato con Mosè!
18 Chiunque si ribella ai tuoi ordini e non ubbidisce alle tue parole in tutto ciò che gli comandi, sarà messo a morte. Solo sii forte e coraggioso!".
SIAMO FORTI E CORAGGIOSI PERCHE' L'ETERNO NON MANCHERA' DI COMBATTERE PER NOI...E QUESTA E' UN'ALTRA PROMESSA CHE TROVIAMO NELLA SUA PAROLA:
Isaia 54: 17
"Nessun'arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la loro giustizia viene da me", dice l'Eterno".
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